giovedì 15 dicembre 2011

Per chi c'è e per chi non c'è più

Ehi, ma che mi hai combinato? Stai lassù a guardarmi mentre mi hai lasciato qui solo a riempire questo tuo angolino? Ma come può essere ancora lo stesso questo spazio se non si distingue con le parole uscite dalla tua amata macchina da scrivere?
Puntuale, come ogni anno, sarebbe arrivata la mia richiesta di scrivere qualcosa per "La Penna". D'altronde, come avrei potuto fare a meno di chiederti di trasmettere il tuo contagioso entusiasmo raccontando, attraverso i tasti di una macchina da scrivere ed i tratti di una biro, le emozioni vissute insieme a noi? Prima però ci saremmo incontrati a quattrocchi, davanti ad un caffè. Allora, di che si parla quest'anno? Facciamo un bilancio di un altro anno di Protezione Civile che volge al termine...
Mi accorgo che senza volerlo sto imitando il tuo stile nello scrivere. Frasi brevi e incalzanti. Talvolta caratteri chiari e decisi, talvolta pensieri informali e a ruota libera. Apparentemente. 
Quante delusioni e soddisfazioni ci saremmo scambiati al termine di quest'anno così denso di prove! Avremmo certamente constatato assieme, ancora una volta, quanto sia stato tanto faticoso quanto più gratificante provare a fare sistema. A sentirsene parte. Ci saremmo convinti di quanto, in fondo, valga la pena sforzarsi di collaborare. Ma anche di quanto sia facile essere fraintesi, e di quanto faccia comodo fraintendere. Di quanto carità, altruismo, generosità non possano essere sinonimi di individualismo e apparenza. Di quanto possa essere deleteria la competizione quando smette di essere sana e costruttiva...
Avremmo scherzato sulla fantomatica cucina che alla fine è arrivata davvero. Ancora increduli ci saremmo detti come non avremmo mai pensato di andare assieme dal concessionario per scegliere un mezzo nuovo per l'associazione... e anche quanto in fin dei conti dopo anni di sacrifici ce lo meritiamo!
Nel selezionare le foto per il calendario non ti ho visto. Ma c'eri. Sappiamo bene che ci saresti stato in tutte. Sei stato con noi, e come tu vuoi abbiamo continuato a ridere di ciò che ci faceva ridere assieme, abbiamo sorriso, pensato a te, pregato per te.
A quanti "pensa se ci fosse stato..." ho assistito! Detti da una voce un poco tremante a cui rispondevano un occhio lucido ed un cenno di sorriso. Sei stato con noi con le tue battute nello smontare le canne del nostro organo. Con la tua allegria nel girare tra i tavoli della mensa "Aquile" per verificare che fosse tutto impeccabile. E per elargire qualche sorriso e lanciare qualche frecciatina. Nel vedere quanto son bravi i nostri cagnofili. Nel commuoverci insieme con l'amico Caraffini. Nel raccontare in giro, con orgoglio, dei nostri volontari scesi in Liguria.
Ma non finisce qui. Continueremo a farne ancora di tratti di strada insieme, con te dall'altro lato del cammino.
Ciao Mariano, un abbraccio da tutti noi.
Umberto Bresciani

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